gianni cambiaso


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Pragmatica della comunicazione

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APPUNTI SU:
P.Watzlavick, J.H.Beavin, D.D.Jackson,
Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, 1971
Per approfondire potete trovare un riassunto ben strutturato di questo lavoro contenuto in:
http://gcw.sp.unipi.it/files/1753-comunicazione.pdf

COMUNICAZIONE

Sintassi:
Problemi di codificazione, canali, capacità, rumore, ridondanza, ecc.
Semantica:
Si interessa al significato.
Pragmatica:
L’influenza che la comunicazione ha sul comportamento.
Comunicazione<>Comportamento
Comunicazione verbale e non-verbale: Tutto il comportamento e non soltanto il discorso è comunicazione, e tutta la comunicazione – compresi i segni del contesto interpersonale – influenza il comportamento. (p.16)
Un comportamento si può studiare solo nel contesto in cui si attua.

Messaggio: una singola unità di comunicazione.
Interazione: una serie di messaggi scambiati tra persone.
L’interazione come sistema (aperto)
L’interazione può essere considerata come un sistema e la teoria generale dei sistemi ci aiuta a capire la natura dei sistemi interattivi. (p.113)
PROPRIETA’ DEI SISTEMI APERTI (p.118 e segg.) (relativamente a
come un sistema interattivo opera e non perché opera):
Totalità. Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che un cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti. Il comportamento di ogni individuo all’interno della famiglia è in rapporto con il comportamento di tutti gli altri. Un sistema non può essere fatto coincidere con la somma delle sue parti (non-sommatività).
Equifinalità. In un sistema circolare e autoregolantesi i “risultati” non sono determinati tanto dalle condizioni iniziali quanto dalla natura del processo o dai parametri del sistema. Secondo il principio di equifinalità gli stessi risultati possono avere origini diverse.
Retroazione. Il sistema familiare reagisce ai dati in ingresso (azioni dei membri della famiglia o circostanze ambientali) e li modifica.
RETROAZIONE
Causalità lineare:
a>b>c>d
Causalità circolare:
a>b>c>d>a>b>c>...

Retroazione positiva
: l’informazione aumenta la deviazione all’uscita
Retroazione negativa: l’informazione diminuisce l’informazione all’uscita
I sistemi interpersonali – gruppi di estranei, coppie sposate, famiglie, relazioni psicoterapeutiche o addirittura internazionali, ecc. – possono essere considerati circuiti di retroazione, poiché il comportamento di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di ogni altra persona. (p.24)
METACOMUNICAZIONE: Quando usiamo la comunicazione per comunicare sulla comunicazione.

ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

1. Non si può non comunicare.
Il comportamento non ha un suo opposto, non si può non avere un comportamento.
Es.: Due passeggeri d’aereo siedono uno di fianco all’altro. Il passeggero B vuole parlare, Il passeggero B può…:
-
Accettare la comunicazione (CONFERMA)
-
Rifiutare la comunicazione (ma così facendo non riesce comunque a non definire una relazione) (RIFIUTO)
-
Squalificare la comunicazione (DISCONFERMA). E’ probabilmente la più importante sia per la pragmatica della comunicazione umana che per la psicopatologia… mentre il rifiuto equivale al messaggio “hai torto”, la disconferma in realtà dice “tu non esisti”. (p.78)
-
Usare un sintomo come comunicazione.
La teoria della comunicazione giudica un sintomo come un messaggio non verbale. Non sono io che non voglio (o che voglio) far questo, è qualcosa che non posso controllare, per es. i nervi, la malattia, l’ansia, un difetto della vista, l’alcool, l’educazione che ho ricevuto, i comunisti, o mia moglie. (p.72)
2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione (metacomunicazione).
Es.: “E’ importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente””Togli di colpo la frizione o rovinerai la frizione in un attimo!”
Tanto più una relazione è spontanea e “sana”, tanto più l’aspetto relazionale recede sullo sfondo. Viceversa le relazioni “malate” sono caratterizzate da una lotta costante per definire la natura della relazione, mentre l’aspetto di contenuto della comunicazione diventa sempre più importante. (p.45)
COMUNICAZIONE NUMERICA (VERBALE): permette di scambiare informazioni sugli oggetti e trasmettere conoscenze. Trasmette prevalentemente l’aspetto di contenuto.
COMUNICAZIONE ANALOGICA (IL NON VERBALE): gesti, espressione del viso, inflessioni della voce, ritmo, ecc., come pure i segni di comunicazione immancabilmente presenti in ogni contesto in cui ha luogo un’interazione. (p.55) E’ predominante nella trasmissione dell’aspetto di relazione.
Il linguaggio numerico ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica adeguata nel settore della relazione, mentre il linguaggio analogico ha la semantica ma non ha alcuna sintassi adeguata per definire in un modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni.
Ogni volta che la relazione è il problema centrale della comunicazione, il linguaggio numerico è pressoché privo di significato (p. es. quando si ama, si corteggia, si reca soccorso, si combatte; nei rapporti con bambini molto piccoli, con pazienti che presentano gravi disturbi mentali). (p.56)
3. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti.
La punteggiatura
organizza gli eventi comportamentali ed è quindi vitale per le interazioni in corso. La nostra cultura ci fa condividere molte convenzioni della punteggiatura che, pur non essendo più esatte o meno esatte di altri modi di considerare gli stessi eventi, servono a organizzare sequenze interattive comuni e importanti. (p.49)
Rise perché credeva che non riuscivano a colpirlo – non immaginava che si esercitavano a mancare la mira – Brecht
Innumerevoli conflitti di relazione nascono su un disaccordo su come punteggiare gli eventi.
Es.: “io mi chiudo in me stesso perché tu brontoli” / “io brontolo perché tu ti chiudi in te stesso”.
Es.: il paradosso degli armamenti, il miglior modo per preservare la guerra…
Es: i paradossi dell’infinito (B. Bolzano, m. 1848):
S = 1 – 1 + 1 – 1 + 1 – 1 + 1 – …
S = (1 – 1) + (1 – 1) + (1 – 1 ) + … = 0
S = 1 – (1 – 1) – (1 – 1) – (1 – 1) – … = 1
S = 1 – (1 – 1 + 1 – 1 + 1 – 1 + 1 – …) = 1 – S = ½
Nei casi che presentano discrepanze di punteggiatura si osserva un conflitto su ciò che si considera la causa e su ciò che si considera l’effetto, quando si sa invece che nessuno di questi concetti è applicabile per la circolarità dell’interazione in corso. (p.88)
4. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza.
>
COMUNICAZIONE SIMMETRICA: i modelli tendono a rispecchiare il comportamento dell’altro (patologia potenziale: escalation simmetrica).
>
COMUNICAZIONE COMPLEMENTARE: il comportamento del partner completa quello dell’altro (patologia potenziale: complementarità rigida, one-up / one-down).
Interessa come la coppia si comporta senza lasciarci distrarre dalle motivazioni che la coppia presume determinino il suo comportamento. (p.62)
Almeno in teoria si può ottenere un cambiamento terapeutico in modo assai diretto introducendo durante il trattamento la simmetria nella complementarietà o viceversa. (p.102)

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Ultimo aggiornamento: 04 gen 2013 | mailcamb@gmail.com

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